Umbria

Norcia: il cuore verde che piange

Una giornata di sole oggi a Londra. Lo stesso che illumina quell’Italia che non c’è più. Un sole che non potrà mai asciugare tutte le lacrime che scendono mentre scrivo questo articolo, ascoltando i servizi di SkyTG24 al computer.

Sono lontana dalla mia amata Umbria e non la sento tremare, ma il profondo legame e l’amore che mi uniscono a lei mi hanno fatto sentire la paura e la sofferenza della mia famiglia e di tutti gli amici che si trovano là. Per questo domenica mattina, anche se la sveglia non suonava, mi sono svegliata rimanendo sconcertata davanti alle immagini di un’Umbria piegata.

Siamo impotenti di fronte alla forza della Natura e dovremmo sempre tenerlo a mente, anche se le immagini che arrivano da Norcia e Castelluccio di Norcia ci lasciano pietrificati.

Norcia è uno dei Borghi più Belli d’Italia, simbolo e orgoglio della nostra Umbria. È un diamante in un anello di fidanzamento da mostrare alle amiche che inviti a cena solo per farle morire d’invidia.

Ma non solo.

Norcia è per me un ricordo d’infanzia, durante la Sagra del Tartufo, quando in una bancarella per le vie del paese assaggi delle cipolline in agrodolce che dopo 25 anni, se chiudi gli occhi, ne senti ancora il sapore.

Norcia è per me il ricordo di uno dei periodi più belli della mia vita, quando con zaino in spalla e tende piantate a terra, si passavano le notti intorno ad un fuoco a cantare e guardare le stelle.

Norcia è per me la culla della gastronomia, dove posso trovare ciò che in questo mondo più mi rende felice: un tagliere di formaggi ed affettati ed un piatto di tagliatelle al tartufo.

Norcia è per me la rappresentazione in terra dell’idea di paradiso. Il luogo ideale per ammirare quella Natura vera e selvaggia che in inverno si copre di bianco, in primavera comincia a svegliarsi, d’estate trionfa in un’esplosione di colori e d’autunno torna a riposare.

E Norcia rimane così, a meno di un anno di distanza dall’ultima volta che l’ho vista. Sotto le luci di Natale.

E voglio pensare che nessuno, come me, la dimenticherà.

Quindi, cari amici, umbri e non, se volete andare a cena fuori, andate a Norcia. Se amate il trekking, salite sul Vettore e fermatevi per un panino a Castelluccio. Se andate a fare spesa, comprate le Lenticchie di Castelluccio e il Prosciutto Norcino. Comprate il Tartufo, quello vero, non la salsa tartufata!

Ciao Umbria, a presto.

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